La consapevolezza di “esseri” consapevoli

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Ne sentite parlare spesso qui sopra, forse anche troppo spesso per un semplice blog di intrattenimento fatto da una tipa con la passione one per i cosmetici e la scrittura.

Eppure eccomi qui a parlarvi di consapévolezza e a condividere ancora una volta con voi le mie riflessioni. Il termine deriva da consapévole, che a sua volta deriva da consapére. Questo significato lascia riflettere sul fatto che il sapere fino a se stesso non basta, al punto da aver fatto sorgere un’altra parola: sapere con. Sapere con me lo immagino come un latte+, una bevanda frizzante ricca di sapere, uno stato nel quale lavorano insieme mente e anima, un momento in cui la coscienza si fa largo dentro di noi e si espande dall’interno verso l’esterno.

La consapevolezza è un’esperienza che si mantiene con tanta pratica giornaliera, per applicarla al meglio nelle varie situazioni che ci capitano.

Sono molte le pratiche che portano a far nascere o ad accrescere la consapevolezza, prima tra le quali la meditazione, ma un altro esercizio importante è anche la pratica del “non cedere al pettegolezzo”. Potrà sembrarvi banale ma, il giudizio toglie molta energia a chi lo pratica e a chi lo riceve e ci chiude in una scatola di convinzioni che ci allontano sempre più dalla consapevolezza. Altro esercizio importante da praticare ogni giorno è quello del lasciar andare: lasciar andare il pretesto da parte di qualcuno per cominciare a litigare, lasciar andare tutti quei sensi di colpa e preoccupazioni inutili, lasciar andare una serie di convinzioni che non ci fanno progredire. Infine, ma non per importanza, c’è la pratica dell’accettare tutte quelle situazioni che non possono essere cambiate, perché non reali o dettate da un giudizio, quelle che non dipendono da noi e quelle che per paura o per pigrizia ci trasciniamo dietro.

Quando mettiamo in pratica tutte queste cose in combo, avviene qualcosa di magico. La mente si sgombera e fa spazio a pensieri felici e a cose che normalmente non avremmo notato. Un raggio di sole che rende dorata la parete dell’ufficio, una foglia che cade lentamente dall’albero, la busta di plastica buttata per sbaglio nell’umido, la crema idratante che è piena di silicone, lo zucchero di canna che la canna non l’ha nemmeno vista… e il proprio respiro che ci fa alzare a abbassare il petto ogni volta, per ricordarci quanto sia bello vivere.

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