Le vesti di luce: un libro per l’anima

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I libri non si prestano, perché non sai mai se ti tornano indietro! Questo era il mio motto di qualche anno fa, finché ho imparato a gestire il mio attaccamento nei confronti degli oggetti, delle parole scritte, ma soprattutto delle emozioni. Ho imparato che i libri, quelli importanti si passano, non si possono tenere chiusi in una gabbia e poi un giorno quando meno ce lo aspettiamo questi tornano da noi, rinnovati e arricchiti da coloro che li hanno letti insieme a noi.

Anne Givaudan, coautrice di questo libro insieme a Daniel Meurois è un’autrice francese di numerosi libri di impronta esoterica ed è famosa in particolare per le esperienze vissute grazie ai suoi “viaggi astrali”, ovvero delle esperienze per così dire simili a quelle che si provano durante la meditazione, in cui il corpo più sottile lascia momentaneamente quello più pesante ed è libero di viaggiare attraverso i mondi sottili.

In questo libro dal titolo stupendo, i due autori trattano un tema molto particolare, quello della lettura dell’aurea, trasmettendo alcune tecniche per esercitarsi e soprattutto spiegando l’utilità a livello terapeutico di tale “vista”.

L’aurea non sarebbe altro che un alone visibile intorno al corpo, degli esseri umani… degli animali… delle piante… e di tutto ciò che esiste. Inutile dire che il mondo scientifico è piuttosto scettico nei confronti della sua esistenza nonostante dei macchinari in grado di misurarla.

Il manuale, se così possiamo definirlo, ci insegna a comprendere i diversi strati di aurea di cui siamo composti, i chakra, la materia, una serie di esercizi e le circostante adatte e non, per poterla vedere. La parte più divertente è certamente quella dell’interpretazione dei colori e dei segni che assume l’aurea, tra striature, lampi e le scintille, fino ad arrivare ad una spiegazione molto bella e profonda sulla malattia.

Il libro si rivolge a chi per natura si è sempre interrogato sull’argomento, a chi sceglie di approfondire temi già noti e a chi sceglie di mettere da parte il proprio scetticismo con lo scopo di conoscere qualcosa di nuovo, che vero o non vero, non può di certo far male a nessuno.

Il libro non si sostituisce a nessun tipo di terapia tradizionale a medici o a specialisti, si pone semplicemente come uno strumento di condivisione di argomenti che accrescono la consapevolezza e l’amore, verso noi stessi e tutto ciò che ci circonda.

Curare noi stessi vuol dire curare la terra.

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