Come mai le aspettative portano quasi sempre a delusioni?

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Non so se quello che sto per descrivere sia un sentimento comune a tutti, ma se qualcuno mi dice ti richiamo tra 5 minuti, ci vediamo domani, o più semplicemente mi dice che farà qualcosa anche non espressamente diretta a me, dentro di me si apre una scatolina virtuale che resta aperta in attesa che la “promessa” venga mantenuta. All’interno di questa scatolina, o per meglio dire, all’interno delle diverse scatoline che giacciono sugli scaffali della mia mente in varie forme e dimensioni, inserisco anche tutti quei pezzettini di tempo necessari alla realizzazione di tutte le convinzioni e illusioni sul mio futuro.

Su queste scatoline c’è sopra un adesivo con su scritto: aspettativa, molto spesso sono io a doverle chiudere.

L’aspettativa, è  un’attesa a tutti gli effetti che possiamo associare alla fiducia. Avere fiducia di qualcuno significa sentisi al sicuro, sentirsi in un’area protetta in cui sappiamo che questa non ci ferità o si comporterà come noi ci aspettiamo si comporti, secondo quindi il modo in cui ci comporteremmo noi.

Le aspettative tuttavia, per quanto ci dispiaccia ammetterlo, partono da un certo senso di egoismo narcisista ed è bene dirvelo, sono destinate quasi sempre a fallire. Questo non perché le persone che abbiamo intorno vogliano ferirci o perché siamo sfortunate e ciò che ci aspettiamo dalla vita non si realizza mai. È necessario comprendere che ognuno di noi vive all’interno del proprio corpo, della propria mente e del proprio mondo di convinzioni e non per forza ciò che crediamo sia giusto per noi debba esserlo anche per gli altri.

Possiamo quindi prendere tutto sul personale, scegliendo di viverci le relazioni in maniera rigida, oppure comprendere che gli eventi della vita sono imprevedibili, che molto spesso le persone fanno promesse proprio a causa del nostro atteggiamento così pretenzioso e che non riescono a mantenerle perché non è ciò che vogliono loro. Molto spesso le cose non vanno come volevamo noi perché, in fondo se scaviamo, sappiamo di non aver dato il nostro meglio perché forse in quella cosa non crediamo davvero, o perché più semplicemente ciò che pensiamo di volere non è poi quello di cui abbiamo bisogno sul serio.

Anziché crearci aspettative sul nostro lavoro, sulle persone e sugli eventi poniamoci degli obiettivi, al fine di conoscere la strada verso la quale iniziare a dirigerci, ma con la consapevolezza che questa strada non sarà necessariamente fatta come ce la siamo immaginata, con la consapevolezza che questa strada potrebbe portarci ad un obiettivo diverso da quello prefissato che non potevamo vedere prima di esserci messi in cammino e che questa strada non deve essere per forza percorribile insieme a qualcun altro.

Non affidiamo a nessuno il nostro compito, se qualcuno ci aiuta a sgravarcene ringraziamolo, ma non diamo per scontato che debba farlo.

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